ProgettoSpesso ci sentiamo richiedere indicazioni per la progettazione di una piscina privata, premesso che non è possibile cimentarsi in una progettazione senza conoscere a fondo tutte le materie che la compongono, in questo articolo vogliamo fornire alcune indicazioni che possono essere utili per valutare una eventuale offerta che avete chiesto a qualche installatore, evidenziando alcuni degli aspetti più importanti.

 

Purtroppo, per molti, la piscina sono solo quattro muri che si riempiono di acqua (in parte è vero…) ma quest’acqua deve essere poi mantenuta pulita e sana, e questo è più difficile.
La progettazione è la parte più delicata nella realizzazione di una piscina, anche se spesso si dedica più attenzione alla sua forma – sicuramente importante – raramente si dedica lo stesso tempo e si hanno le competenze per progettare un buon sistema di ricircolo.
Purtroppo gli errori o le omissioni commessi nella progettazione si pagano nel tempo, con conseguenze fastidiose ed a volte irrimediabili, che fanno perdere la voglia di avere la piscina e di goderne.
Non vorremmo sembrare esagerati, ma sono purtroppo moltissime le persone che ci chiamano ormai esasperate per problemi strutturali ed impiantistici causati da pessime progettazioni e magari ancora peggiori esecuzioni.
Allora vorremmo prendere in esame alcuni degli aspetti di cui tener conto nella progettazione e nell’esecuzione, senza la presunzione di voler esaurire l’argomento, ma solo con l’intento di dare qualche spunto in più anche per giudicare la qualità di una offerta, in modo che non sia solo il prezzo che determina una scelta, ma anche la qualità del prodotto che volete acquistare.
La progettazione a cui facciamo qui riferimento riguarda le piscine private, ambito nel quale non esiste una normativa tecnica obbligatoria e dove quindi è importante puntualizzare alcune questioni da tenere sempre in primo piano. Per quanto riguarda le piscine pubbliche, o semi-pubbliche (condominiali o strutture turistico ricettive), sarebbe bene conformare il progetto alla norma UNI 10637, e ne parleremo in un prossimo articolo.

FORMA
Se è vero che non ci sono limiti tecnici alla fantasia, è però anche vero che se le forme sono troppo complesse, sarà più difficile riuscire a realizzare una circolazione dell’acqua in modo ottimale. Una seconda considerazione si dovrà fare pensando agli eventuali accessori futuri (teli di copertura, coperture telescopiche, pulitori automatici ecc.), se le forme sono molto irregolari, adattare dei componenti è di solito molto più costoso e con risultati estetici e funzionali discutibili.
Ci sentiamo pertanto di suggerire la realizzazione di forme che siano ben integrate con l’ambiente, con lo scopo di valorizzare gli spazi disponibili, tenendo in considerazione che la forma che sfrutta maggiormente lo spazio è quella rettangolare.
La forma va adattata allo spazio disponibile, riprendendo linee ed orizzonti presenti in un giardino, pensando anche agli spazi da destinare a solarium, aree di gioco, relax, mai partire da una forma per adattare il resto.
DIMENSIONI
In primo luogo dipendono dallo spazio disponibile, senza mai esagerare, considerando che una piscina ad uso familiare ha una dimensione ottimale attorno ai 50 metri quadrati. Non si tratta di una regola, ma del punto di incontro fra i benefici e i costi di gestione. La tendenza attuale è quella di realizzare vasche di dimensioni più piccole, ma con un maggior numero di accessori.
La dimensione dipende però anche dall’uso che vorremo fare della vasca, se ci sono esigenze terapeutiche, oppure sportive, sono tutti fattori di cui tener conto.
PROFONDITA’
Una attenzione particolare va spesa sulla questione della profondità.
Fino ad alcuni anni fa si tendeva a realizzare vasche molto profonde, oggi questa tendenza è in disuso, perché ci si è resi conto che gli aspetti negativi prevalgono sui benefici:
  • la sicurezza: una vasca troppo profonda è pericolosa, non solo per chi non sa nuotare.
  • il comfort: le vasche profonde impiegano più tempo a scaldarsi con i raggi solari e mantengono gli strati bassi più freddi.
  • l’usabilità: nelle zone dove non si tocca, si deve per forza nuotare, limitando quindi gli spazi di gioco e relax.
La tendenza attuale è quella di realizzare piscine con profondità alle pareti da 120 a 150 cm, con fondo piatto. Con queste altezze, si può tranquillamente nuotare, giocare e rilassarsi, con assoluta tranquillità per tutti gli utilizzatori. Si possono realizzare punti (fosse o mini fosse) con profondità maggiore, ma dovendo pensare a pendenze dolci potremo fare queste scelte in vasche di superficie elevata.
Per esperienza, ci sentiamo di garantire che una piscina profonda al centro anche 2 metri, non permette di più di una con fondo regolare di 1,5 metri.
In ogni caso, se la vostra scelta è quella di una zona più profonda, suggeriamo di prevedere comunque uno scalino largo circa 30 cm lungo tutto il perimetro, per consentire a chiunque di “girare” dentro la piscina in sicurezza, accorgendosi del variare della profondità.

RICIRCOLO
In fase di progetto è importante scegliere il tipo di ricircolo che desideriamo, e sono due le tipologie che prendiamo in considerazione:
PiscinaA) Bordo sfioratore
Il bordo sfioratore è la soluzione estetica e funzionale migliore, è quello che garantisce la miglior pulizia superficiale e che conferisce alla piscina l’aspetto più gradevole, sia che sia realizzato su un lato solo (magari con una bella cascata) oppure su tutti (normalmente con una griglia che corre lungo il perimetro). Ha però necessità specifiche caratteristiche delle quali bisogna tenere assolutamente conto.
In primo luogo la sua realizzazione è più costosa:
  • si deve realizzare anche una vasca di compenso, che ha lo scopo di ripristinare il livello dell’acqua quando i bagnanti escono dalla piscina (altrimenti ogni volta si dovrebbe immettere acqua nuova, più fredda e non trattata)
  • le tolleranze costruttive sono minime e rendono l’opera più difficile e quindi riservata a costruttori di buon livello. Va poi considerato che, qualche volta, gli assestamenti del terreno successivi alla realizzazione (va considerato il peso della struttura e dell’acqua contenuta), possono provocare piccoli movimenti della vasca, bastano pochi millimetri perché lo sfioro non sia più uniforme ma si concentri in un solo punto.
Per questo, è fondamentale (vale per qualunque realizzazione ma in modo particolare in questa scelta tecnica), valutare bene il grado di compattezza del terreno dopo lo scavo, verificare l’eventualità di piccoli smottamenti, oppure la presenza di falde freatiche superficiali.
Non deve essere escluso a priori l’eventuale conversione della tipologia di vasca, in fase di realizzazione, se ci sono sufficienti segnali di rischio, prima della realizzazione definitiva è bene rivedere il progetto per evitare sorprese finali.
La circolazione vera e propria viene assicurata da immissori che convogliano l’acqua filtrata in vasca e provocano un movimento che tende a spingere verso lo sfioro lo sporco che si deposita sulla superficie. Nel sistema a sfioro gli immissori sono normalmente posizionati sul fondo della vasca e disposti in modo da garantire la circolazione uniforme in un numero adeguato alla capacità di filtrazione dell’impianto, secondo i tempi di ricambio previsti.
Un parola in più va spesa sulla questione della vasca di compenso.
Lo scopo di questa struttura è quello di “compensare” le perdite di acqua dovute all’immersione delle persone in piscina. Quando qualcuno si immerge in piscina, il volume del suo corpo alza il livello dell’acqua che defluisce dal bordo sfioratore, ma nel momento in cui esce, il livello dell’acqua non arriverà più al bordo, e quindi c’è la necessità di ripristinarlo, per riprendere la normale circolazione. Senza vasca di compenso, il ripristino dovrà essere fatto con acqua proveniente dalla rete idrica, che quindi sarà più fredda e soprattutto non ancora trattata chimicamente. Ecco la ragione della necessità della vasca di compenso: un serbatoio per integrare il volume dell’acqua con la stessa acqua presente in piscina (alla stessa temperatura e già disinfettata).
E’ quindi importante il corretto dimensionamento di questo “contenitore”, dovrà avere un volume sufficiente a regolare il giusto livello a seconda del numero dei bagnanti che potrebbero contemporaneamente entrare in vasca.
Dal momento che è sempre difficile, in fase preventiva, stabilire quante persone potrebbero fare il bagno contemporaneamente, per una piscina privata la pratica in uso suggerisce di considerare come volume per la vasca di compenso il 10% della superficie della piscina. Ad esempio se la piscina avrà una dimensione di 10 x 5 ml, avremo una superficie di 50 mq e quindi sarà necessaria una vasca della capacità di 5.000 litri.
piscinaB) Skimmer
E’ questa la soluzione costruttiva più praticata, e la ragione è la semplicità e l’economia: non serve la vasca di compenso e soprattutto ci sono tolleranze costruttive e statiche maggiori (senza esagerazioni!).
Il ricircolo viene assicurato da un numero preciso di skimmer (aperture più o meno larghe poste in parete), che dipende dalla superficie della vasca e dai quali viene aspirata l’acqua superficiale e convogliata al gruppo di filtrazione. Gli immissori, che in questo caso sono posizionati in parete, hanno il compito di favorire, spingendo, il movimento dell’acqua verso gli skimmer.
Il numero di skimmer, come abbiamo già detto, dipende dalla superficie della vasca, ognuno di essi coprirà circa 25 mq, a volte è però consigliabile, soprattutto nelle forme irregolari, ridurre questo rapporto a 15-20 mq, e comunque in numero sufficiente a garantire una perfetta pulizia della superficie.
Per ogni skimmer, normalmente, si prevedono 2 immissori.
Il posizionamento degli skimmer e degli immissori deve essere pensato in modo da favorire il ricircolo del volume di acqua contenuto nella vasca, di solito è contrapposto, cioè l’immissore deve spingere verso uno skimmer e non dovrà avere forze contrarie che impediscano un movimento dei fluidi corretto, va poi progettato a seconda della forma vasca, e in considerazione dei venti dominanti, che dovranno sempre essere a favore. Una considerazione che si deve fare è che la forza di spinta di un immissori, raramente riesce ad influire oltre i 5-6 metri di distanza, per cui se abbiamo vasche molto larghe ne dovremo tenere conto.
Prendere in dovuta considerazione la forza dei venti dominanti, è importante, perché si possono verificare casi nei quali le correnti d’aria annullano la capacità di ricircolo e rendono completamente inefficace una buona filtrazione.
Nelle piscine realizzate con questo sistema, è sempre visibile una striscia tra il pelo dell’acqua e il bordo vasca, normalmente compresa fra i 10 e i 15 cm. Non è ancora possibile ovviare a questa caratteristica, anche se sul mercato cominciano ad affacciarsi skimmer a “profilo ribassato”, sulla loro efficacia nutriamo però ancora qualche dubbio e preferiamo rimanere su un prodotto più collaudato.
Una piccola nota sui materiali: gli accessori idraulici che si montano in vasca sono normalmente realizzati in ABS o composti a base di questo, oppure in acciaio inox (anche se molto costosi), ultimamente sono disponibili sul mercato anche dei rivestimenti in acciaio inox da applicare a copertura degli elementi in ABS.

Sono molte le aziende che producono accessori idraulici, non entriamo nel merito delle qualità costruttive, ma ci sentiamo di suggerire di scegliere componenti di marche più note e diffuse sul mercato, in modo da avere una ragionevole certezza di reperire i ricambi necessari nel tempo.


FILTRAZIONE
E’ la parte più delicata di tutta la progettazione, mentre spesso è quella più trascurata, con conseguenze spesso devastanti o almeno molto costose.
Alla filtrazione è affidato l’80% della qualità dell’acqua della piscina, mentre il rimanente 20% è affidato ai prodotti o ai sistemi di disinfezione; da questo si intuisce l’enorme importanza di una buona progettazione tecnica, senza guardare risparmi nella scelta della qualità dei componenti, perché ciò che risparmiamo all’inizio lo ripagheremo molto caro nel tempo.

La progettazione è abbastanza complessa, qui diamo solo qualche cenno, perché di questo gruppo fanno parte il filtro, la valvola multivie, tutti i collettori idraulici, la pompa di ricircolo e il quadro di comando.
Schema filtro- Filtro
Ne abbiamo parlato ampiamente in altri articoli, spiegando le differenze di caratteristiche tra un filtro a sabbia e un filtro a cartuccia. Il più utilizzato è il filtro a sabbia, decisamente più semplice nella gestione e con una efficacia ottima se ben mantenuto. In fase progettuale va presa in considerazione la portata di filtrazione alla velocità massima di 50 metri/ora (parametro valido solo sulle piscine private, sulle piscine pubbliche o semi-pubbliche si dovrà stare sotto i 40 mc/ora), di solito è riempito con sabbia quarzifera di granulometria uniforme (0,4 – 0,8 mm) e dotato di manometro di controllo. E’ importante anche il materiale con il quale è costruito il suo involucro, il più adatto è il tipo “bobinato” che offre una robustezza ideale nelle piscine private.
- Valvola multivie
E’ un dispositivo che consente varie posizioni lavoro: filtrazione, controlavaggio, ricircolo, risciacquo, scarico e chiusura. E’ di solito integrata al filtro e va sempre azionata a pompa ferma.
- Collettori idraulici
Convogliano l’acqua in movimento, vanno dimensionati con cura per evitare perdite di carico.
- Pompa di ricircoloSchema circolazione
E’ il cuore dell’impianto, anche questa va dimensionata con le giuste portate, considerando sia le perdite di carico dell’intero sistema di ricircolo che le prevalenze necessarie. Questa parte è in funzione per molte ore, in particolare nella stagione estiva, per questo va scelta sempre di ottima qualità e con facilità di reperimento dei ricambi necessari.
- Quadro di comando
E’ il quadro elettrico che si deve occupare di proteggere il funzionamento della pompa (dei fari e degli altri dispositivi elettrici) di regolare attraverso un orologio i tempi di funzionamento ed eventualmente occuparsi del controllo di altri parametri come il riempimento della vasca di compenso, il controllo dei livelli dell’acqua, il controllo della temperatura ecc. Oggi sono disponibili sul mercato anche quadri che sono in grado di controllare la temperatura dell’acqua e variare automaticamente le ore di funzionamento della filtrazione.
Tutto il gruppo di filtrazione, compresi i comandi del funzionamento, dovranno essere inseriti in un locale tecnico posizionato nelle vicinanze della piscina. Può essere previsto un locale prefabbricato, di solito in vetroresina e da interrare, oppure si può costruire un locale apposito in muratura. La cosa più importante è prevedere dimensioni adeguate per consentire un facile accesso e la possibilità di realizzare aggiunte di componenti in tempi successivi (dispositivi di dosaggio automatico, riscaldatori, ecc.), e di rendere semplici le operazioni di manutenzione. Dovrà quindi essere asciutto e ventilato, predisponendo anche uno scarico per evitare allagamenti. Una accortezza è quella di preferire una posizione inferiore al livello dell’acqua della piscina, perché in questo modo si evitano i rischi di aspirazione di aria e difficoltà di adescamento della pompa.
Uno degli aspetti più importanti, nella progettazione di un gruppo di filtrazione, è la sua portata, in base a questa viene determinato quanto tempo è necessario affinché tutta l’acqua contenuta in piscina venga filtrata.
Supponiamo una vasca che abbia una capacità di 100 MC, se l’impianto di filtrazione ha una capacità di 20 mc/ora, vuol dire che occorrono 5 ore per completare un ciclo di filtrazione.
A questo riguardo va ricordato che l’80% del lavoro di mantenimento dell’acqua viene svolto appunto dalla filtrazione, prima ancora dei prodotti chimici. Ne consegue che minore è il tempo complessivo di ricircolo, migliore sarà la qualità dell’acqua.
Nella progettazione delle piscine private, non ci sono parametri normativi di riferimento, per cui si prende a prestito dalla norma UNI 10637 quanto viene qui indicato per le piscine condominiali, cercando di mediare in base all’utilizzo e alle caratteristiche della nostra piscina.
Per queste ragioni, senza approfondire troppo tecnicamente, si stabilisce come prassi comune, un tempo massimo di 6 ore come adatto ad una piscina privata.
Questo è il tempo massimo, ma se siamo in presenza di una piscina di piccole dimensioni, oppure sappiamo che la piscina verrà utilizzata con maggiore intensità, oppure siamo in presenza di fonti inquinanti importanti (alberi, cespugli, venti costanti), sarebbe opportuno diminuire questo tempo, arrivando anche a meno di 3 ore.
Il tempo di filtrazione incide molto sul tipo di componenti che dobbiamo impiegare, minore è il tempo e maggiori dovranno essere le dimensioni del filtro e la potenza della pompa, di conseguenza tubazioni e numero di immissori e skimmer, questo incide di conseguenza anche sui costi della piscina.
Nel valutare una offerta, va fatta molta attenzione a questo aspetto, infatti per ridurre i costi molti costruttori sotto dimensionano tutti i componenti, e le conseguenze di questo risparmio potrete comprenderle solo dopo qualche tempo, con maggiori consumi di prodotti chimici ed una piscina che non sarà mai in ordine.
Ovviare dopo a questo tipo di inconveniente non è mai facile, spesso occorrono interventi strutturali con costi esagerati.

STRUTTURA
La scelta della tipologia di costruzione di una vasca è l’argomento forse più discusso di tutto il complesso piscina, sia perché rappresenta la parte più onerosa, sia perché le numerose tecniche presenti sul mercato, e ciascuna con caratteristiche singolari, rende questa scelta difficile e spesso legata alla capacità di convincimento proprie di un venditore.
Vi rimandiamo ad una tabella tecnica che abbiamo pubblicato qui, con lo scopo di fornire qualche indicazione utile alle vostre scelte.
Il punto sul quale vorremmo attirare la vostra attenzione è quello delle effettive garanzie che il venditore vi offre. Tutti, a parole, garantiscono tutto, ma la realtà purtroppo evidenzia una situazione molto diversa.
Ad esempio, la Francia, paese all’avanguardia nel settore delle piscine ed ancora oggi la nazione europea con il numero di vendite più elevato, ha una incidenza di contestazioni superiore al 35%. Significa che un cliente ogni 3 non è soddisfatto del suo investimento, e che ha deciso di fare causa al costruttore.
Eppure è questa la nazione dove sono nate le maggiori soluzioni tecniche costruttive, e dove i prezzi sono più bassi in assoluto (o forse è proprio a causa di questo?).
Vorremmo dire che l’investimento che decidete di fare su una piscina, per quanto possa essere basso è sempre un investimento, pensateci per bene e non affidatevi a costruttori per i quali “non c’è mai problema”, chiedete sempre chiarezza sui preventivi e sulla qualità dei prodotti che vi propongono, non lasciatevi condizionare da prezzi troppo bassi. Nessuno lavora per pura passione, ma tutti abbiamo bisogno di guadagnare per poter rimanere sul mercato, far fronte ai costi, investire in innovazione e fornire l’adeguata assistenza post-vendita. Se il prezzo non tiene conto di tutti questi fattori, preparatevi a sorprese poco gradite.
VASCA DI COMPENSO
Alcuni costruttori, per ridurre i costi della realizzazione di una vasca di compenso si affidano a soluzioni alternative di dubbia riuscita, che causeranno sicuramente problemi nel tempo, quando sarà necessario svolgere le abituali operazioni di manutenzione.
Questa struttura, necessaria solo per le piscine a bordo sfioratore e per le ragioni che abbiamo già descritto,
è il punto nel quale confluiscono la maggior parte delle impurità che si depositano sulla superficie della piscina, che tendono ad accumularsi sul fondo, formando spessori di “melma” che devono essere regolarmente puliti almeno ad ogni avvio stagionale.
Quindi, per esperienza, preferiamo evitare la realizzazione di vasche di compenso con l’impiego di serbatoi prefabbricati, tipo cisterne, perché l’accesso al loro interno è sempre molto difficoltoso.
Anche tutti i residui dei prodotti chimici utilizzati per la disinfezione tendono ad accumularsi in questo spazio, e diventa quindi anche molto pericoloso svolgere le operazioni di pulizia a causa delle esalazioni che possono verificarsi.
Anche le soluzioni che prevedono bordi sfioratori con profili profondi, capaci di contenere una determinata quantità di acqua sono, a nostro parere, poco efficaci, non eliminano la necessità di una vasca e diventano un ulteriore ricettacolo di sporcizia difficile da rimuovere.
Di conseguenza suggeriamo la realizzazione di vasca facilmente accessibili, rivestite adeguatamente in modo che le superfici possano essere ripulite con facilità, dotate di uno scarico efficace per uno svuotamento completo, e di automatismi per mantenere costante il livello dell’acqua.
Locale tecnico
LOCALE TECNICO
In questo locale dovranno trovare posto la pompa di ricircolo, il filtro, i collettori e il quadro elettrico, oltre agli automatismi per i trattamenti dell’acqua e il riscaldamento quando previsti.
E’ possibile realizzarli in muratura, ed in questo caso si approfitta per ricavare anche vani per ricoverare accessori della piscina, oppure per stivare i prodotti. Va ricordato che in questi casi è sempre necessario che il locale tecnico vero e proprio sia separato dal resto, per motivi di sicurezza.
Una alternativa alla realizzazione in muratura è l’impiego di speciali box da interrare, normalmente costruiti in vetroresina, con coperchi calpestabili. Sono costruiti e dimensionati per poter ospitare tutto il necessario alla filtrazione e, in alcuni casi, sufficientemente dimensionati per poter inserire successivamente altri accessori.
Non sono proprio il massimo come accessibilità, ma possono funzionare bene allo scopo e consentono anche successivamente di realizzare un locale tecnico più idoneo, spostandovi il contenuto e occupandosi di rifare gli allacci idraulici.
Nel caso si utilizzi la soluzione del locale tecnico prefabbricato, conviene comunque posizionare il quadro elettrico di comando in una posizione più accessibile, sia per poter operare senza difficoltà, ma anche per evitare che la condensa (sempre presente in questi locali) danneggi i componenti elettrici.

RIVESTIMENTI
Il mercato offre numerose soluzioni, con prezzi molto variabili e con risultati estetici diversi:
- Liner
E’ un rivestimento realizzato in PVC (polivinilcloruro) dello spessore di 0,75 mm (1 mm in alcuni casi), saldato in fabbrica nella dimensione della vasca. In pratica è un sacco già pronto per essere montato. Le saldature sono realizzate con speciali macchinari che rendono quasi impercettibili i punti di giunzione, con un effetto estetico molto apprezzabile. Il suo ridotto spessore non deve far pensare ad una debolezza e quindi ad una durata limitata, normalmente viene garantito 10 anni per la resistenza ai raggi UV.
Il fatto di essere realizzato in un blocco unico (sacco) rende più semplice il montaggio, viene fatto con l’ausilio di aspiratori che lo fanno aderire alle pareti per poterlo spianare in modo che non faccia “grinze”.
Per questa ragione, una vasca rivestita con questa sistema non deve mai essere completamente svuotata, perché il liner tende a ritornare nella sua posizione originale e il successivo riempimento potrebbe causare scivolamenti e quindi “gobbe”. Questa operazione va sempre eseguita da personale competente.
Ha comunque il vantaggio di essere il sistema di impermeabilizzazione più economico e rapido da installare.
Il fatto di essere realizzato in fabbrica, presuppone quindi che la piscina da rivestire abbia forme regolari, non abbia accessori che modificano la forma (ad esempio scale in muratura interne), e non può essere utilizzato per piscine con bordo sfioratore (anche se alcuni costruttori lo propongono, per nostra esperienza è sempre una fonte di guai).
E’ disponibile in numerose colorazioni, anche “stampato” cioè con disegni che simulano il mosaico o altri motivi.
- PVC armato
Chiamato anche “trevira” da alcuni, si tratta di un doppio strato di PVC dello spessore di 0,75 mm con interposta una rete di rinforzo che gli conferisce una maggior rigidità ed anche una maggior robustezza alle abrasioni.
Questo materiale, fornito in teli di altezza variabile fra 1,6 e 2 metri, deve essere saldato a caldo direttamente sul posto con speciali attrezzature, per questa operazione è quindi necessaria manodopera specializzata (possibilmente dotata di buona esperienza), e spesso sono squadre di artigiani che svolgono solo questa attività. Questo rivestimento non ha le limitazioni del liner, ma viene garantito per lo stesso numero di anni, a riprova che il materiale ha la stessa resistenza ai raggi UV. Le giunte fra una saldatura e l’altra sono più visibili, ma sempre in modo accettabile.
Per il maggior lavoro necessario al montaggio, il suo costo è superiore al precedente.
Ha il vantaggio di adattarsi a qualunque forma, perché la piscina viene proprio “vestita” su misura, ed è quindi una scelta obbligata su forme irregolari, su piscine a sfioro, spiagge, isole, ecc.
Anche questo materiale è disponibile in numerose tonalità di colore e stampe.
- Piastrelle o mosaico
Senza alcun dubbio si tratta di rivestimenti esteticamente molto belli, e sono dedicati a piscine di un certo pregio a causa dei costi che possono anche raggiungere cifre esorbitanti, a seconda del tipo di materiale che si sceglie. Esistono sul mercato alcuni mosaici che superano abbondantemente i 1.000 Euro a metro quadro!
Non tutte le strutture possono essere rivestite con questi materiali, ed in qualunque caso prima di posare piastrelle o mosaico si dovrà procedere ad una perfetta impermeabilizzazione delle pareti e del fondo con speciali malte elastiche e reti in fibra di vetro. Dobbiamo ricordare che non sono questi supporti che rendo la piscina impermeabile, ma il sottofondo che si realizza e quindi va realizzato con la massima cura, al punto che è buona norma, prima di procedere alla posa delle piastrelle o del mosaico, riempire la vasca per accertarsi della sua tenuta.
Quando si sceglie un rivestimento di questo tipo, bisogna anche mettere in conto che sarà necessaria una manutenzione costante negli anni, è abbastanza normale, infatti, che si stacchi qualche pezzo di rivestimento ogni tanto, questo è dovuto ai prodotti utilizzati ed ai piccoli assestamenti della struttura.
La varietà di soluzioni estetiche che il mercato offre in questa gamma di prodotti è illimitata, e comprende anche recenti prodotti di importazione cinese con prezzi molto bassi, che ci sentiamo di sconsigliarvi caldamente. Esperienze, non dirette, insegnano che questi materiali sono qualitativamente scadenti, e non ha senso pensare a questa tipologia di rivestimento risparmiando sulla sua qualità.
- Rasatura con malte speciali
Alcune aziende propongono dei rivestimenti con formulati rasanti in pasta, con un effetto estetico simile alla intonacatura di una parete. Si tratta di prodotti a base sintetica, simili ai rasanti che si utilizzano per la impermeabilizzazione prima della posa delle piastrelle o del mosaico.
Ha il vantaggio di adattarsi a qualunque forma, ma tende a rilasciare nell’acqua sostanze a base di calcio ed altro che rendono il trattamento di depurazione più difficoltoso con un’acqua costante opaca. Non si conosce ancora una sua durata effettiva ed il costo è simile se non superiore ai rivestimenti in PVC.
- Pittura
Abbiamo lasciato per ultima questo soluzione di rivestimento, la più economica fra quelle prese in esame, ma anche la meno duratura. Pur considerando di eseguire una buona applicazione iniziale, realizzata con tutte le accortezze necessarie (pulizia perfetta del fondo, mani di fissativo e successiva applicazione di più mani di pittura speciale), rende necessaria una ripresa ogni 2-3 anni, e il risultato estetico e funzionale lascia molto a desiderare pur utilizzando prodotti di buona qualità (cloro caucciù).

Si potrebbe considerare questa scelta solo per soluzioni provvisorie, in attesa di un rivestimento più duraturo.


 

Piastrelle di bordoBORDI E PAVIMENTAZIONI
Le finiture esterne sono molto importanti, possiamo definirle come la cornice di un quadro, per cui vanno scelte con gusto e devono integrarsi con tutta l’ambientazione della piscina.
Non ci sono regole particolari da seguire, salvo il buon gusto, ma suggeriamo di considerare sempre che le superfici esterne devono sempre essere sicure e permettere una buona manutenzione.
Normalmente queste superfici vengono percorse a piedi nudi, quindi non dovranno scaldarsi troppo con l’irraggiamento solare, sono spesso bagnate e devono quindi avere ruvidità sufficiente a garantire sicurezza, devono essere facilmente lavabili, perché sovente dopo aver camminato ci si immerge in piscina senza fare la doccia, portando in acqua tutto quello che si è raccolto esternamente.
I tappeti erbosi che arrivano fino a bordo vasca, sono belli esteticamente, ma sono difficili da mantenere (ricordiamoci che una persona che esce dalla vasca, porta con se acqua con prodotto chimico disinfettante ed il prato non ne benefici), sono sempre bagnati o umidi e portano inquinante in vasca.
Bordi senza scalino quando si congiungono al pavimento, permettono all’acqua piovana o all’acqua che utilizziamo per lavare i marciapiedi di entrare facilmente in vasca, aumentando l’inquinamento.
Insomma, quello che suggeriamo è che insieme a soluzioni estetiche, si considerino sempre anche le esigenze di manutenzione.

TRATTAMENTI ACQUA
Non è indispensabile pensare subito ad un sistema automatizzato o semi automatizzato di trattamento dell’acqua, si tratta di qualcosa che è possibile inserire successivamente e, di solito, bastano piccole modifiche all’impianto presente nel locale tecnico.
Non descriviamo la numerosa famiglia dei sistemi disponibili attualmente sul mercato, ce ne occuperemo in qualche articolo più specifico, precisiamo solo che non ci sono obblighi normativi nel settore delle piscine private, ed è possibile utilizzare qualunque sistema si desideri.
Tale obbligo, o meglio, suggerimento, è invece fatto per le piscine condominiali, pubbliche e turistico ricettive.
Diciamo suggerimento, perché le norme in vigore si limitano a dire che dovranno essere mantenuti costanti alcuni parametri chimici e che gli utenti non devono essere a contatto diretto con prodotti concentrati. Queste due indicazioni rendono, di fatto, obbligatorio l’impiego di un qualche sistema centralizzato di dosaggio.
ACCESSORI IN VASCA
Negli ultimi anni, la tendenza generale è quella di realizzare piscine di dimensioni più contenute ma con un maggior numero di accessori. La ragioni sono dovute al sempre minor spazio disponibile intorno alle nostre case, alla necessità di limitare il più possibile i costi di manutenzione, ma soprattutto al fatto che la piscina viene sempre più considerata, a ragione, un luogo di benessere e di rilassamento, privilegiando il comfort.
Ecco perché è più utile installare un sistema di nuoto contro-corrente piuttosto che realizzare vasche olimpioniche per chi volesse fare attività fisica, oppure un buon idromassaggio integrato su una scala romana o in un angolo apposito, oppure un sistema di riscaldamento per allungare la stagione balneare.
Sul mercato sono oggi presenti moltissime soluzioni tecnicamente affidabili, molte di queste andranno però integrate nella struttura della piscina e quindi considerate e previste fin dalla progettazione.
SISTEMI DI SICUREZZA
In Italia non sono ancora vigore norme che regolano la sicurezza delle piscine private (qualcosa invece è indicato per quanto riguarda le piscine condominiali, pubbliche e semi-pubbliche), mentre in altri paesi, come ad esempio la Francia, già da anni ne sono dotate ed anche in maniera abbastanza severa.
Non significa comunque che si debba rinunciare anche al buon senso, perché l’assenza normativa, non esclude la responsabilità civile ma soprattutto quella morale, per cui riteniamo che sia sempre un bene cercare di dotare la propria piscina di sistemi anche elementari per evitare incidenti, soprattutto ai bambini, quelli più attratti dall’acqua e meno prudenti fra gli esseri umani.
In primo luogo, non si devono mai lasciare da soli i bambini in piscina, neanche se sono capaci di nuotare alla perfezione, si sa perfettamente che il gioco rende disattenti e che l’inesperienza rende incapaci di reagire tempestivamente a situazioni di difficoltà.
A supporto di una attenta sorveglianza, si possono poi utilizzare sistemi di sicurezza, che vanno da allarmi più o meno efficaci fino alla chiusura della piscina con recinzioni oppure coperture.
Vediamo alcune di queste soluzioni:
- Allarmi ad immersione.
Allarme immersioneSi tratta di dispositivi che, tarati accuratamente, “si accorgono” se una massa di determinate dimensioni si immerge in acqua, infatti lavorano per differenza di livello, accorgendosi delle variazioni del livello dell’acqua. Sono apparecchi che vengono montati sul bordo della vasca, e funzionano a batteria (la carica dura almeno una stagione), azionano una sirena quando entrano in allarme.
Il fatto che lavorino per differenza di livello li rende quindi inefficaci nelle piscine con bordo sfioratore (qui il livello sarà sempre costante). Se non vengono costantemente verificati, si corre il rischio che lunghi periodi di inattività li blocchino, rendendoli inefficaci. Alcuni modelli hanno anche la possibilità di controllare dei braccialetti speciali da indossare al polso, questa caratteristica aggiuntiva li rende un po’ più sicuri.
- Allarmi perimetrali.
Si tratta di un sistema che sfrutta i raggi infrarossi. Una serie di paletti che vengono montati lungo il perimetro della piscina, realizzano un campo di protezione che quando viene interrotto genera un allarme, che potrà essere visivo o sonoro a seconda delle caratteristiche.
Funzionano bene ma, come i precedenti, non impediscono l’accesso alla piscina, per cui dovrà essere molto tempestivo l’intervento di qualcuno, per evitare un incidente grave.
- Recinzioni
In questa categoria, si possono inserire tutte quelle strutture che possono racchiudere la piscina in un perimetro inaccessibile, e i prodotti disponibili sono moltissimi. Con questa soluzione, di norma un cancelletto con chiusura a chiave, impedisce l’accesso, sia a persone che animali.
Le soluzioni estetiche disponibili sono moltissime, dalle semplici reti metalliche a perimetri più sofisticati con pannelli in policarbonato o cristallo, fino ad arrivare a soluzioni a scomparsa con meccanismi idraulici.
Ovviamente la scelta influisce notevolmente sui costi, ma trattandosi di una soluzione molto visibile e stabile nel tempo, probabilmente conviene scegliere una soluzione che si integri bene con l’ambiente della vostra piscina.
- Coperture

- Teli

Le più semplici sono costituite da teli con speciali rinforzi sul perimetro che opportunamente agganciati ai bordi possono reggere il passaggio di un bambino fino a 30 kg circa, oppure altre soluzioni prevedono l’impiego di profili in alluminio integrati nel telo che, poggiando sul bordo della vasca, conferiscono una certa rigidità adatta a reggere un determinato peso.

I limiti di queste soluzioni sono quelli di una certa scomodità, nel loro impiego a causa degli ingombri e del peso importanti, per cui si adattano male alle chiusure-aperture quotidiane, diventando di fatto una soluzione adottata per la fine della stagione ed il successivo inizio. Hanno comunque l’indubbio vantaggio di costi abbastanza limitati.

- Tapparelle

Si tratta di un sistema di chiusura che viene, di solito, integrato nella struttura della piscina, per cui si ricava un vano per ospitarle, su un lato della piscina; questo verrà poi coperto e protetto da un tavolato. Il loro azionamento è elettrico, e quindi estremamente comodo, sia per quanto riguarda la sicurezza, ma anche per mantenere più pulita l’acqua durante i periodi di inutilizzo, con un buon effetto termico in quanto impedisce il contatto diretto fra l’acqua e l’aria soprattutto durante le ore più fredde della notte. Una sola persona è in grado di manovrare la copertura, che svolgerà la tapparella in pochi minuti, senza nessuna fatica e senza ingombri ulteriori oltre al vano predisposto. Esistono anche soluzioni per piscine già costruite, queste prevedono sia la tapparella immersa (vengono utilizzate motorizzazioni inserite nell’asse portante della tapparella), che esterna protetta da un bauletto. Non sono soluzioni estetiche eccezionali, soprattutto la seconda, ma rispondono comunque ad una esigenza di protezione e sicurezza, con facilità d’uso. Uno degli svantaggi è quello che occupano un certo spazio dentro la vasca, riducendo (circa 1 metro di profondità) lo spazio disponibile per la balneazione, e lo sporco (foglie ed altro materiale che cade sulla tapparella chiusa) tende ad accumularsi nel vano che ospita il rullo; ne consegue che è importante pulire spesso questo spazio e l’accesso non è dei migliori. Anche il prezzo abbastanza elevato, potrebbe essere un motivo di rinuncia, ma va ricordato che la comodità e la reale efficacia in termini di sicurezza, pulizia e capacità termica, sono vantaggi molto importanti.


- Coperture ambientali

Copertura 1Sotto questa categoria inseriamo tutti quei sistemi che prevedono una soluzione con strutture posizionate sopra la piscina, che potranno comprendere solo la piscina oppure anche porzioni di solarium, potranno essere alte oppure basse a seconda delle esigenze, e che sono caratterizzate da una copertura trasparente in policarbonato oppure vetro. Si tratta di soluzioni di una certa importanza economica, che oltre a rispondere alle esigenze di sicurezza e protezione dallo sporco consentono anche di utilizzare la piscina nei periodi meno caldi, o addirittura in inverno. Un differenza sostanziale tra una copertura alta ed una bassa, è che la prima ha sicuramente necessità di un permesso a costruire (licenza edilizia) e questo potrebbe anche essere un impedimento importante in quelle situazioni di zone protette da vincoli ambientali oppure con piano regolatori molto severi. Le coperture basse invece, di solito, non hanno necessità di permessi, ma si considerano parti integranti della piscina e quindi sottoposte alla medesima norma edilizia. Un secondo aspetto è la notevole differenza di costi, una copertura alta, a seconda del livello di qualità di finitura può costare decine di migliaia di euro, mentre una copertura bassa si avvicina molto al costo di una tapparella di cui abbiamo detto prima. Copertura 2Fra le coperture basse, esistono modelli amovibili, altri scorrevoli, oppure ancora motorizzati, e consentono di fare il bagno anche quando sono chiuse guadagnando, anche senza riscaldamento, diversi mesi di balneazione. Il mercato offre anche soluzioni senza guide di scorrimento, eliminando anche l’inconveniente di ingombri fastidiosi e pericolosi, quando si decide di aprire completamente la struttura (magari nel periodo estivo). Sono dotate di porte di accesso che possono essere chiuse a chiave e quindi assolutamente inaccessibili, per questa ragione sono sicuramente la soluzione di sicurezza più valida, oltre a consentire notevoli risparmi di prodotti chimici per il trattamento, avere acqua sempre pulita senza occuparsi di manutenzioni, e pochissima dispersione di acqua a causa della evaporazione. Il vantaggio termico (sia ambientale che dell’acqua) è notevole, per cui sono sufficienti poche ore di sole per potersi tuffare confortevolmente.

Non abbiamo sicuramente detto tutto, l’argomento è molto vasto ma, soprattutto, continua ad arricchirsi di nuovi argomenti, nuove tecnologie, nuove soluzioni.

Continuate a seguirci, vi terremo aggiornati.

 

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