Tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016 sono entrate in vigore due nuove norme europee che riguardano le piscine private, più precisamente la UNI EN 16582 parti 1-2-3, e la UNI EN 16713 parti 1-2-3.
L'ente nazionale UNI le ha recepite nella loro interezza e recentemente ha eliminato dalla norma UNI 10637 tutto quanto era riferito alle piscine private.
Queste due norme affrontano tutti gli aspetti costruttivi, oltre a dimensionamento impianti, filtrazione ecc. Il tutto in alcune centinaia di pagine, parte delle quali tutt'ora in lingua inglese.
Alcuni aspetti sono rivolti ai produttori di piscine prefabbricate e componentistica e altri sono rivolti ai costruttori di piscine.

Fin qui sembrerebbe tutto chiaro, finalmente delle norme che affrontano il problema delle piscine private e, soprattutto, uguali per tutti gli stati europei.
Da adesso, ci sono riferimenti tecnici molto precisi che stabiliscono come debba essere essere realizzata una piscina privata, a quali parametri tecnici si debba fare riferimento, arrivando anche a stabilire eventuali tolleranze costruttive.
In queste settimane, diverse associazioni di categoria si stanno adoperando per informare i costruttori di queste novità, organizzando convegni su tutto il territorio nazionale.
Tuttavia, non è molto chiaro come queste norme norme debbano essere applicate, perchè per essere realmente in vigore, ogni regione italiana dovrebbe recepirle e renderle pubbliche con proprie norme o leggi.
Quindi, si potrebbe dire che, finchè la regione nella quale si dovrà realizzare una piscina privata non recepirà le normative, non esista un reale obbligo di applicazione?

Ni.

Difficile rispondere a questa domanda, perchè pur essendo in parte vero quanto prima affermato, da più parti si ritiene che l'esistenza stessa di queste norme, in sede di contenzioso legale, un giudice possa fare riferimento a regolamenti europei tra l'altro recepiti dall'ente nazionale UNI e ritenere quindi, di fatto, applicabili le norme stesse.
Traducendo in linguaggio più semplice, se esiste una normativa europea riferita a quello specifico prodotto, si ritiene che tutti debbano attenersi a quanto stabilito nella norma, perchè la legislazione europea prevale su qualunque regolamento locale.
Ma c'è una ulteriore questione che complica ulteriormente: parte di queste norme europee non sono state tradotte in lingua italiana. Può essere resa obbligatoria l'applicazione di norme che non sono state tradotte nella lingua del paese dove devono essere applicate?
La stessa Europa impone che qualunque bene o servizio messo in commercio debba essere accompagnato da istruzioni e avvertenze scritte nella lingua ufficiale del paese in cui viene venduto...
Credo sia abbastanza evidente che nei prossimi mesi si assisterà ad una confusione abbastanza diffusa, soprattutto perchè a distanza di molti anni dalla stesura della prima norma UNI 10637 molte regioni non hanno ancora recepito queste e altre hanno promulgato norme anche molto differenti fra di loro. In alcune regioni sono permesse cose che sono vietate in altre...
Di fatto, pur esistendo un obbligo europeo, potremmo anche realizzare una piscina in modo difforme alle norme e non ne subiremmo conseguenza se non in caso di contenzioso o incidente con responsabilità imputabili al costruttore.
Ancora una volta accade che nuove norme, invece di apportare chiarezza, creano ulteriore confusione, lasciando ampi margini ad interpretazioni personali e, soprattutto, non fornendo all'utilizzatore finale una chiarezza sufficiente per giudicare la qualità del lavoro che viene offerto.

Ovviamente l'applicazione di queste norme comporta un aggravio di costi nella realizzazione di una piscina, ma l'utente finale come potrà comprenderlo e quindi esercitare una scelta consapevole?

Come comportarsi in attesa di chiarimenti ufficiali?

Le indicazioni riportate nelle norme sono tutte condivisibili, sono sicuramente un punto importante nella definizione dei tempi minimi di ricircolo, quindi della qualità di filtrazione e anche per quanto riguarda i trattamenti chimici. Riteniamo quindi che sia una scelta saggia quella di applicarle anche in attesa dei probabili chiarimenti che verranno sicuramente diffusi nei prossimi mesi.

Mi auguro che tutti, costruttori, manutentori e anche e soprattutto i progettisti ne tengano conto e sappiano informare a dovere i clienti finali.