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ARGOMENTO: Piscine Biodesign della API ITALIA

Re: Piscine Biodesign della API ITALIA 3 Anni 1 Mese fa #15561

  • leo77
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Salve Poc1 vivo a Viterbo e per la manutenzione sono stato seguito l'estate scorsa visto i problemi avuti in precedenza dalla SACI di Perugia. Avevo l'impianto a sale e tenuto conto della difficoltà riscontrate ho installato anche una pompa dosatrice di ipoclorito di sodio in aggiunta a quella già esistente per il bilanciamento del Ph per il dosaggio di acido cloridrico. Da sempre ho avuto contatti diretti con la API, ma nonostante tutte le rassicurazioni non ho mai risolto i problemi riscontrati. Debbo dire che l'azienda si è attivata ma mai in modo risolutivo e non ha mai, nonostante la mia esplicita richiesta, voluto interloquire con il mio tecnico di fiducia. I Problemi comunque derivano dall'aumento repentino di cloro comnbinato ciò a significare che si accumula molta sostanza organica fonte di nutrimento delle alghe. Purtroppo
nemmeno persone esperte hanno saputo risolvere e ritengo che il problema oltre ad una scarsa movimentazione di acqua per la presenza di bocchette troppo incassate nella sabbia di rivestimento, derivi dalla mancata circolazione dell'acqua presente nel e dietro il rivestimento. Ne è la prova che quando i miei figli entrano in acqua (due bambini di 7 e 10 anni e non due bisonti) la piscina dall'aspetto simile a un mare caraibico si trasforma in appena 5 minuti di balneazione in un laghetto con acqua verde opaca e non trasparente. Ciò in quanto entrano in soluzione le alghe presenti nello strato superficiale del rivestimento che genera i sgradevoli effetti estetici di cui alle foto allegate. il deposito algale è anche riscontrabile dal continuo intasamento del robottino (Zodiac Cybernaut) In sostanza non esiste antialga che possa ovviare a questo problema, salvo che non si voglia fare il bagno nell'antialghe, e l'unico modo è procedere con clorazioni da primato che nel mio caso sono di circa 2 kg per 30 mc a settimana. Voglio precisare che tali indicazioni in misura di poco inferiore 50/70 ppm sono state fornite direttamente dall'azienda ciò in quanto per la sterilizzazione del rivestimento sarebbero necessari comunque tali concentrazioni. Ad oggi tenuto conto che il possesso di una biodesign si è tramutata in un vero incubo sia in termini economici che di ridotto utilizzo, ho due opzioni. la prima quella di verniciare completamente la piscina con resina trasparente al fine di rendere impermeabile il rivestimento oppure tentare nelle zone con brecciolino di aprire lo strato di rivestimento fino ad arrivare alla rete sottostante lo strato di sgrezzatura riposizionare sopra il brecciolino al fine di garantire un maggior ricircolo dell'acqua presente dietro il rivestimento. Attendo suoi commenti e possibilmente il suo recapito, il mio interesse primario è di poter dire che la piscina biodesign sia la più bella del mondo, circostanza che ad oggi non posso permettermi di dire. Aggiungo che la piscina è stata realizzata in marmo e successivamente nell'estate 2013 ho fatto rifare il rivestimento con il quarzo.

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Re: Piscine Biodesign della API ITALIA 3 Anni 1 Mese fa #15564

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Ciao Leo77
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inviandomi fotografie della piscina con i particolari delle bocchette di ricircolo skimmer e locale tecnico filtro pompa, insomma quanto piu materiale possibile. Poi continuiamo la conversazione in privato o telefonicamente.
grazie

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Guido Pedrotti

Re: Piscine Biodesign della API ITALIA 2 Anni 8 Mesi fa #17903

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Buongiorno a tutti,
sono nuovo fel forum, vi contatto perché ho lo stesso identico problema di Leo77, di cui comprendo molto molto bene lo sconforto.

Ho una piscina molto bella della Biodesign di ca. 70 mc completa di alcune bellissime zone di alghe soprattutto nelle zone dove l'acqua è più bassa che non riescono proprio ad andare via se non per qualche giorno dopo una clorazione shock.

Avendo un sistema con pompe dosatori automatiche ho provato a tenere il cloro più alto a ca. 3,5 ppm ed ho notato che spazzolandole ogni mattina riesco ad andare un po più avanti nel tempo, ma stiamo parlando di 2/3 settimane al massimo.

Volevo capire se Leo77 aveva trovato un equilibrio o se l'unico sistema è veramente quello di tenere il cloro a 50 ppm con kg e kq di dicloro.
Se così fosse, non aumenterebbe drasticamente il livello di acido cianurico?
Io quando la situazione diventa vergognosa faccio un trattamento sanificante di Ossigeno e antialghe che solitamente ha buoni effetti (tranne in questi giorni che sembra non funzionare)

Spero che qualcuno che ha avuto esperienze simili possa darci un aiuto
A breve posterò alcune foto.
Grazie

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Re: Piscine Biodesign della API ITALIA 2 Anni 8 Mesi fa #17906

  • luigi_67
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Mi dispiace per il problema che stai avendo.

Certo che comunque se si usano massicce quantità di dicloro la concentrazione di acido isocianurico in vasca sale rapidamente con la conseguenza che viene meno l'effetto del cloro. Ti converrebbe eventualmente utilizzare l'ipoclorito.

Certo, se per tenere l'acqua limpida servono queste dosi di cloro... alla faccia del bio... :(

Sarebbe da sperare che l'utente che aveva aperto il post, possa intervenire con la sua esperienza diretta per capire poi se è riuscit a risolvere e come.
Un saluto
Luigi

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Re: Piscine Biodesign della API ITALIA 2 Anni 8 Mesi fa #17907

  • leo77
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Ciao rispondo molto volentieri.
Sinceramente ho risolto effettuando un intervento drastico. Ho immesso in vasca 2,5 kg di solfato di rame acquistato in un negozio di giardinaggio e lasciato agire per 4 giorni circa.
Successivamente ho accuratamente risciacquato la piscina e riempito definitamente con acqua. Utilizzo solo dicloro ma ogni settimana nelle fasi di lavaggio del filtro lascio svuotare di circa 10 cm così da effettuare un ricambio di acqua.
La situazione è nettamente migliorata.
Altro intervento effettuato è stato quello di trattare la superficie 10Kg circa con resina Mapeflor della Mapei per rendere meno porosa la superficie. I saggi effettuati sulla superficie mi hanno infatti consentito di appurare che le alghe si annidano a circa 1 cm sotto la superficie e permangono anche con dosi massicce di cloro. L'unico sistema è risultato essere il solfato di rame e una clorazione di circa 1,5 kg su 30 mc ogni 10 gg circa.
Tienimi aggiornato ciao

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Re: Piscine Biodesign della API ITALIA 2 Anni 6 Mesi fa #21315

  • fabio d.t.
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Buonasera, riprendo questa discussione sperando che il mio intervento possa essere d'aiuto. Sono un operatore del settore piscine da molti anni e dopo aver visto la vasca da poco realizzata di un possessore che mi chiedeva consigli mi sono immediatamente innamorato della biodesign. Nella mia carriera professionale ho realizzato o contribuito alla realizzazioni di centinaia di piscine, ma appena vista questa per la prima volta ( parlo di circa 5 anni fà ) mi sono talmente innamorato del prodotto da frequentare immediatamente il corso Api e diventare concessionario. La biodesign se non la vedi non la comprendi e così nel mio piccolo giardino ho realizzato una piccola vasca di circa 14 mq. di specchio d'acqua per poi farne da esposizione per eventuali futuri clienti. Molto bella, attrezzata con massaggi aria ed aria/acqua ha subito conquistato gli sguardi di chi veniva a casa mia ... famigliari amici o ipotetici clienti. Ahimè la biodesign seppur bella, non balla. Dopo poche settimane presentava tutti gli inconvenienti elencati nei precedenti interventi ed io essendo operatore specializzato soprattutto in trattamento dell'acqua e nonostante avessi dotato la mia vasca contenente circa 7 mc d'acqua con impianto di filtrazione professionale a carta da 20 micron, con capacità di 14 mc/h ho cominciato il mio calvario contro torbidicidà dell'acqua e presenza di alghe. La lotta è stata dura con continui esperimenti per trovare il giusto equilibrio nel trattamento. Pur vero che i 5 cm di strati sabbia/resina permeabili costituiscono un materassino in cui ristagna l'acqua e rimane intrappolata sporcizia fine che s'incunea tra il materiale quarzifero e non viene in nessun modo asportata da aspiratori sia manuali che automatici a causa dell'imperfozione delle superfici che donano poi l'aspetto naturale all'invaso. Questo è il motivo per cui nelle piccole vasche, dopo la balneazione ... a causa dei movimenti violenti degli utilizzatori abbiamo tutta quella sporcizia impercettibile che opacizza l'acqua ... perchè rimossa dal massetto sabbioso. Altro problema la porosità favorisce il ristagno sottostanze con continua presenza d'alghe che pur se abbattute superficialmente con trattamenti choc di cloro, non tardano a ricomparire. Qui veniamo al dunque, forse la soluzione sarebbe stata in origine quella di creare un ricircolo uniforme dell'acqua su tutta la superfice a mo dei materazzini d'aria delle spiaggette, ma un uso massiccio di prodotti isocianurati ( cloro granulare e pasticche )col tempo favorisce la presenza delle clorammine inattive come ossidanti, ma attive contro la salute. La mia soluzione è stato il dosaggio settimanale di perossido d'idrogeno i misura di 1 lt per 7 mc d'acqua e l'intervento con il cloro choc solo sulle zone interessate dalle alghe in misura comunque limitata, mentre per evitare le fastidiose clorammine il dosaggio giornaliero di ossidante effettuato esclusivamente con ipoclorito di sodio che non contiene acido cianurico. Importante ... purtroppo .... se si vuole evitare drasticamente i problemi descritti, bisognerebbe una volta l'anno passare la costosissima resina trasparente sulle superfici. Interessante la soluzione adottata della resina mapei.
Fortuna a voluto, che avendola realizzata a casa mia ed avendo riscontrato immediatamente i problemi descritti, ho evitato di continuare a proporre biodesign, azi annullando una commessa prima dell'inizio cantiere. Il mio cliente che per primo mi fece vedere la sua piscina sta risolvendo in parte i problemi descritti con le soluzioni da me sperimentate, ma rimane il fatto che in pochi anni ha speso capitali in resina e rivoluzionando l'impianto zodiac di produzione ipoclorito per elettrolisi in dotazione originale, assolutamente insufficente al trattamento particolare. Presenza d'alghe con interventi preventivi con perossido praticamente quasi nulli. Unica cosa che il perossido stesso impedisce poi la lettura del cl, pertanto bisogna adeguarsi ad un trattamento con dosaggio cloro basato sull'esperienza.

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