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Acido Isocianurico


Mentre ci stiamo avvicinando nuovamente alla bella stagione e quindi all'apertura di un'altra stagione di bagni, riprendiamo un argomento già trattato per approfondirlo.
Sicuramente a  molti è già capitato di subire questo fenomeno, vogliamo qui spiegare le ragioni di quanto avviene e fornire qualche indicazione per limitarne i disagi o eliminarlo definitivamente.
L'acido isocianurico è un componente presente nei formulati più diffusi per la disinfezione dell'acqua di piscina: il Dicloro ed il Tricloro.

Questi due prodotti, a causa del costo limitato, della buona efficacia disinfettante e della facile reperibilità presso qualunque rivenditore, sono molto utilizzati.
Come abbiamo più volte detto, il cloro (elemento disinfettante presente nel Dicloro e nel Tricloro) è facilmente attaccabile dai raggi ultravioletti, dai quali viene degradato e reso inefficace, per questo motivo già da molti anni viene "aiutato" dagli isocianurati, o acido isocianurico, composto che migliora la stabilità del cloro, rendendolo più persistente.
Questa sua caratteristica diventa però anche il suo punto debole, perchè ha la brutta abitudine di accumularsi non essendo attaccabile da nulla. Ecco che accade che pian piano la sua concentrazione aumenta, fino al punto che, essendo una molecola organica, il cloro lo attacca, neutralizzandosi. Per comprenderlo meglio possiamo dire che il cloro "crede" che sia presente in acqua materia organica da distruggere e fa il suo lavoro, fino al punto di non riuscire più a compiere il suo dovere verso gli inquinanti presenti in acqua.
Ci accorgiamo che la qualità dell'acqua peggiora, magari cominciamo a vedere alghe che si sviluppano, allora misuriamo con il nostro test kit e rileviamo valori di cloro molto alti solitamente con un valore di pH molto basso... che sta succedendo?
Semplicemente si è accumulato troppo stabilizzante, fino al punto di rendere inefficace il cloro.
Purtroppo non c'è altro modo di eliminare l'acido isocianurico se non cambiando l'acqua (per diluirne la concentrazione), perchè non esistono prodotti in grado di distruggerlo.

Vediamo nel dettaglio che cosa accade e in quanto tempo può verificarsi questo fenomeno.

dicloro in granuliIl Dicloro (composto in polvere con concentrazione al 56 o 63% di cloro attivo) viene normalmente utilizzato per le clorazioni d'urto, quando si ha bisogno di ristabilire velocemente la giusta quantità di disinfettante in acqua, oppure con più regolarità ogni 15 - 20 giorni, per essere certi di distruggere tutti i composti organici presenti in piscina.


Il Tricloro (composto normalmente in pastiglioni da 200 o 500 grammi, con concentrazione di cloro al 90%),tricloro in pastiglioni è utilizzato per apportare la quantità giornaliera di fabbisogno di cloro. I pastiglioni vengono inseriti negli skimmer oppure in appositi dosatori, e si sciolgono lentamente, di solito si reintegrano settimanalmente.
La quantità di acido isocianurico che contengono questi prodotti è la seguente:

  • Dicloro 56% = 50,4% di acido isocianurico = 50,4 grammi ogni 100 grammi di Dicloro
  • Dicloro 63% = 58,6% di acido isocianurico = 58,6 grammi ogni 100 grammi di Dicloro
  • Tricloro 90% = 55,6% di acido isocianurico = 55,6 grammi ogni 100 grammi di Tricloro

(a secondo del produttore questi dati possono variare leggermente).

A titolo di esempio, supponiamo di dover trattare una piscina da 50 mc di acqua (ma il calcolo vale per qualunque capacità). La regola generale ci dice che dovremo utilizzare circa 750 grammi di Dicloro ogni 15 giorni circa, e 3-4 pastiglioni da 200 grammi di Tricloro ogni settimana. Secondo i dati di concentrazione citati in precedenza, possiamo quindi dire che ogni settimana introdurremo, oltre al cloro, anche 610 grammi di acido isocianurico, che rapportati alla capacità dei 50 mc, equivalgono ad una quantità di 12,20 grammi a mc.
Per semplificare abbiamo sviluppato i calcoli e redatto la seguente tabella:

TABELLA APPORTO DI ACIDO ISOCIANURICO
SETTIMANA
QUANTITA' TOTALE RIFERITA A 50 MC
(grammi totali)
QUANTITA' RIFERITA A MC
(grammi/mc)
NOTE
1° settimana
610
12,20
2° settimana
1.220
24,40
3° settimana
1.830
36,60
(1)
4° settimana
2.440
48,80
5° settimana
3.050
61,00
6° settimana
3.660
73,20
7° settimana
4.270
85,40
(2)
8° settimana
4.880
97,20
9° settimana
5.490
109,80
10° settimana
6.100
122,00

I valori di concentrazione di acido isocianurico consigliati sono di circa 35 grammi/mc, mentre il valore massimo (stabilito dalla tabella A, allegato Accordo Stato-Regioni) deve essere inferiore a 75 grammi/mc.
Come si evidenzia, già alla 3° settimana (1) avremo raggiunto la concentrazione ideale, mentre alla 7° settimana (2) di uso di Dicloro e Tricloro, abbiamo superato il valore massimo ammesso dall'accordo.
Più semplicemente, nel giro di 4 o 5 settimane dall'inizio del trattamento a base di Dicloro e Tricloro, cominceremo ad avere una concentrazione di acido isocianurico troppo alta, e la disinfezione non avrà più l'efficacia necessaria. I segnali più evidenti, saranno la tendenza a formazione di alghe, a partire dai punti dove la circolazione dell'acqua è minore, un abbassamento del pH (a volte con valori inferiori a 6 - 6,5).
La prima reazione sarà quella di cominciare ad utilizzare un antialga di sostegno, ma avrà un effetto poco duraturo.
Va comunque precisato che i valori indicati sono teorici, perchè non tengono conto di alcune variabili, come ad esempio l'evaporazione e i controlavaggi per i filtri, due situazioni che ci portano ad aggiungere acqua in piscina e quindi a diluire la concentrazione.

Che danni provoca un eccesso di acido isocianurico?
Senza dubbio il primo effetto è l'inefficacia della disinfezione, che è già un fatto rilevante e da correggere con urgenza.
Non si hanno evidenze di danni alle persone, e non si sa esattamente con quale concentrazione si possano provocare, anche perchè già la perdita progressiva di efficacia di disinfezione è motivo sufficiente per non proseguire nell'aggiunta di altro acido!
Una concentrazione elevata, provoca senza dubbio danni al rivestimento, soprattutto se permane per lungo tempo e soprattutto su rivestimenti in PVC (Liner a sacco o PVC armato), li rende più rigidi e fragili, in alcuni casi si tagliano con facilità con il solo uso della scopa aspirafango.

Come si misura la concentrazione di acido isocianurico?
I comuni kit test che sono normalmente dati in dotazione alla piscina, non sono in grado di misurare l'acido isocianurico, occorre un kit apposito e, di solito, il vostro fornitore abituale dovrebbe esserne provvisto.

Che fare?
Come abbiamo già detto, l'acido isocianurico non si può eliminare chimicamente, ne con altri sistemi se non la sua diluizione con aggiunta di acqua nuova e non trattata.
E' inevitabile che, più o meno lentamente, questo composto si accumuli e cominci a procurarci guai.
E' possibile rallentare il fenomeno utilizzando alcune accortezze:

  • Eseguire regolarmente il controlavaggio del filtro prelevando acqua dalla presa di fondo (l'acido isocianurico è infatti più pesante dell'acqua e tende ad accumularsi negli strati più profondi);
  • All'inizio di ogni stagione sostituire almeno il 30% dell'acqua, svuotando dalla presa di fondo;
  • Ridurre il più possibile gli interventi chimici, migliorando la filtrazione ed aumentando le ore di filtrazione;
  • Utilizzare sistemi di disinfezione integrativi o sostitutivi;
  • Cambiare il sistema di disinfezione.

Come calcolare il ricambio di acqua?
A titolo di esempio, supponiamo che la concentrazione di acido isocianurico nella nostra piscina di 50 mc, sia di 100. Quanta acqua è necessario sostituire per riportare il valore a quanto indicato come ottimale (35 g/mc)? 37,5 mc!
Sembra quasi incredibile, ma saremo obbligati a sostituire circa il 70% della nostra acqua... con gli inevitabili costi.

Ricaviamo una formula per semplificare il calcolo, ed individuiamo i parametri da prendere in considerazione:

  • Cv = Valore dell'acido misurato in vasca;
  • Co = Valore della concentrazione ottimale;
  • Vv = Volume dell'acqua contenuta nella piscina;
  • Vs = Volume dell'acqua da sostituire;

La formula è la seguente:

Per cui, riprendendo l'esempio della piscina da 50 mc, dove misuriamo un valore di acido isocianurico pari a 100, avremo:
Vs = ((100 - 35) x 50)/100
quindi sviluppando: (75 x 50)/100 che diventa 3.750/100 per cui il valore ricavato diventa 37,50 mc

Quindi, il volume dell'acqua da sostituire con acqua nuova, sarà di 37,5 mc.

Sempre sviluppando la formula, possiamo anche stabilire che se il valore della concentrazione di acido isocianurico nella nostra piscina supera di cento volte il valore desiderato, non conviene la sostituzione parziale dell'acqua, ma lo svuotamento completo. Questo perchè il volume dell'acqua da sostituire per diluire la concentrazione supera la capacità complessiva della piscina!

Ripetiamo che queste indicazioni sono da intendersi in senso generale, in quanto altri fattori influenzano la reale concentrazione di acido isocianurico nella piscina, a partire dalla profondità, passando per la qualità del ricircolo, ecc.

In un prossimo articolo, descriveremo alcuni sistemi integrativi o sostitutivi per la disinfezione dell'acqua.

 

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